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  tecnopolitica [ per una nuova stagione democratica e plurale ]
         


20 ottobre 2007

Che ne farò di questo blog?

Non credo di continuare a scriverci molto spesso. Se non per commentare, davvero come in un diario personale,  alcune delle questioni del primo anno di vita del PD. Alcune soltanto, tra le infinite che sorgeranno; e perciò specializzate su Mezzogiorno e Puglia, insomma sulle vicende di casa...Che poi sarebbero tantissime!
Il tempo per ragionamenti non superficiali  è davvero scarso , e  già fatico non poco - anche se mi diverto - a tenere in vita, con molte irregolarità,  "INNOVAZIONE DIGITALE".
Ma i miei quattro lettori del blog più tecnologico esigono più politica....mentre a mio avviso ce n'è perfino troppa anche lì, quando mi dibatto tra TLC, reti e media, con sguardi laterali anche su Trasporti e Servizi ICT. 
No, se continuo qui, non sconfinerò nelle politiche dell'innovazione, sarebbe una inutile duplicazione.
Piuttosto mi attira un gamma di temi della politica locale, veri  punti  critici  dell'agenda di Michele Emiliano e del PD regionale: dall'Area Metropolitana alla modernizzazione delle Cose Pubbliche locali, dai Corridoi Paneuropei che da qui si dipartono... ai punti critici della coesione sociale su questo 40° parallelo....
Dico 40° parallelo ed ho a mente, non a caso, che è lo stesso parallelo di Pechino. Sarà perchè sto lavorando molto sui legami economici da sviluppare con quel paese, ma può essere una buon chiave di lettura per cominciare  sulla questione Sud Italia e globalizzazione. Ci proverò....nel frattempo aspetto che si depositi  il polverone dei commenti sulle Primarie e non   partecipo al gioco della conta "correntizia". Io voglio davvero guardare in avanti (ma non dimenticandomi mai da dove vengo, e anche  lì infatti le correnti c'erano ma era vietato credere che potessero sostituirsi alle decisioni comuni).




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14 ottobre 2007

Pensando ad Alma ho votato per Veltroni

 
Ho votato!
http://www.veriomassari.it/2007/10/pensando-ad-alma-ho-votato-per-veltroni.html#links




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13 ottobre 2007

La sindrome dell'ultimo giorno



Domani si volta pagina. Difficile non  pensare  che  siamo ad  un momento davvero storico.
Ancora oggi in mailbox ricevo news da DSONLINE. Che succede da lunedi?
Il futuro segretario  del PD rimprovera alla sinistra la "nostalgia", spero che proprio lui non ci voglia togliere l'emozione di questo passaggio. Emozione anche dei rischi che si corrono......
D'Alema, ultimo presidente DS, è a Bari: vota qui, nel mio stesso collegio 20, dove è anche il primo candidato nazionale.
All'Università chiuderà una riunione di commemorazione dello storico Franco De Felice, un pilastro della nostra vicenda umana e politica, un compagno che ho conosciuto nella mitica sezione universitaria di Vacca, Cassano, Cotturri e tantissimi altri..
Franco De Felice era apparentemente cupo e burbero, quanto profondo e passionale  militante  "comunista", un personaggio dal rigore politico intenso che è stato un mitico bersaglio di battute e di scherzi infiniti nel nutrito gruppo dei militanti del PCI degli anni '70,... soprattutto per esorcizzare la complicata interpretazione delle sue citazioni storiche (quando ne faceva, nei suoi interventi) e per la  mai allegra  prospettiva poltica a lungo raggio  che  animava i suoi discorsi  nelle organizzazioni di base.
Ricordo che nel '76 quando si profilava il sorpasso sulla DC, nelle prime ore dello spoglio, mentre io esultavo in Federazione, lo incontrai sul  portone di Via Trevisani: preoccupatissimo, mi gelò con due o tre considerazioni sui rischi che si aprivano  davanti al paese.
Era fatto così il compagno De Felice: un concentrato di razionalità politica e - devo ammettere - di enorme lucidità storica. Chissà che direbbe oggi della  fine della "nostra" tradizione.....




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11 ottobre 2007

Vale solo Mirafiori!


 
Quando facevo "lavoro politico" nelle fabbriche del nord, da studente  pugliese del Politecnico di Milano, andavo  spesso con   3 (dico TRE) marxisti-leninisti "doc"  sia alla vecchia Bicocca che a Mirafiori. Bei tempi!
Volantini, discussioni complicate, "nuovi modi di produrre", eccetera eccetera.  Ma avevo 20 anni...  Mi perdono da solo, oggi.
Posso capire che per Franco Giordano e per la FIOM valga più la minoranza sociale della Grande Fabbrica che l'80% dei lavoratori, ma ciò  non toglie - ANCORA OGGI -  che perfino Vladimir Ulianov Lenin avrebbe bollato questi compagni come estremisti infantili.
Suvvia, non fate neanche più i leninisti...
Ma quando crescete?




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10 ottobre 2007

Per la Veltronomics! Ma andate tutti a votare domenica.

 

Lunedi è nata la Veltronomics, una miscela coraggiosa e quasi rivoluzionaria, visti i tempi... soprattutto quelli persi a interrogarci sugli scaloni  o sulla Legge Maroni, come se da lì potesse cambiare l'Italia.
Bisogna crescere, prima di tutto! E il fardello del debito pubblico è proprio la nostra palla di piombo al piede. Uolter ha fatto capire chiaramente che bisogna riprendere la strada delle LIBERALIZZAZIONI e delle PRIVATIZZAZIONI.
Ha parlato tanto chiaro che perfino il mio amico Nicola Rossi, implacabile fustigatore delle nostre tristi furbizie cerchiobottiste nell'Unione, gli ha dato ragione!
Per me basta il giudizio di N. Rossi, è una buona cartina di  tornasole. Ma chi se ne accorge di queste cose? I quattro lettori dei giornali e basta?
Bisognava fare un campagna per le primarie su questi temi e sulle politiche NUOVE da impostare e proporre alla gente. Non ci voleva proprio Grillo, nè Mastella nè tanto meno Santoro....
Nel mio piccolo sto verificando un po' troppo scoramento in giro; ci sono anche tanti compagni incazzati che rischiano di tenersi stretto il buon Mussi e che non vogliono votare.
MANCANO POCHI GIORNI.
STO DICENDO A TUTTI DI FARE QUESTO PICCOLO SFORZO, CHE POTREBBE ESSERE L'UNICA SVOLTA POSSIBILE, L'UNICA CHE CI E' RIMASTA DAVVERO...il resto sono chiacchiere e indignazioni effimere.
I DIFETTI DELLA DEMOCRAZIA SI  CORREGGONO CON LA DEMOCRAZIA: NON TUTTO E' FILATO COME SI PENSAVA, MA L'UNICA VIA E' L'INNOVAZIONE PARTECIPATA (a partire da domenica prossima: Ce n'est qu'un debut....)




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7 ottobre 2007

Cachemire e piazze

Io perdono volentieri le battute un po' al vetriolo del candidato Emiliano  contro i cosiddetti  Soloni in cachemire: di certo,infatti, Michele  non si poteva tenere le critiche ingenerose di chi vorrebbe che i Sindaci non facessero i Segretari del nuovo PD (ma perchè no? Per Statuto  o per inopportunità?), mentre la "gauche"   meridiana si prende perfino la libertà  di rimanere indecisa  tra  improbabili  Cose Rosse e  un   Riformismo da reinventare (e che avrebbe bisogno, invece, di una grande mano d'aiuto).
I toni di questa baruffa da "campiello" barese    mi sembrano ormai stucchevoli, del tutto  INUTILI di fronte alle emergenze della  sempre più debole  partecipazione della gente alla nascita del PD, sotto il fuoco PERSINO AMICO, di tanta spontanea insofferenza  della vecchia  Politica.
SE IL PROBLEMA VERO E' LA PAURA DELLA COSIDDETTA SINISTRA RADICALE (DOVUNQUE ANNIDATA  SUI VARI TRESPOLI ISTITUZIONALI) PER LA STABILITA'   DEI GOVERNI DELL'UNIONE, SIAMO ALLE SOLITE: AMICI E COMPAGNI RASSEGNATEVI, IL PD  DOVRA' DIRE CON CHIAREZZA DEI NO CONVINTI ALLE FOLLIE CONSERVATRICI DEI "COMUNISTI" ED AFFERMARE CHE PARADOSSALMENTE OGGI  IL  LIBERISMO E' DI SINISTRA (W GIAVAZZI!).

E la cosa davvero difficile non è solo  temperare di  Pensiero Meridiano il nostro sviluppo  "regionale" , ma sapere (per es. in compagnia di Stiglitz) che oggi va ripensato il meccanismo unico capitalistico già a partire dalle grandi capitali della finanza e nel cuore dell'industria innovativa, dall'energia alle Telecomunicazioni...Orbene sporcarsi le mani vuol dire questo, mica solo organizzare festival mediterranei!
Ed allora, Franco, cosa sono queste miserie politiciste di fronte alla posta in gioco vera, che so quanto ti sia cara? Dei sindaci e/o segretari di partito  non ce ne può fregare di meno, come di questi partiti "dati" e da cambiare , ivi compresa una Cosa Rossa  nostalgica di un industrialismo retrò che scambia la democrazia e l'eguaglianza del XXI secolo con le pensioni a 55 anni..., infischiandosene dei giovani  e della verità




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5 ottobre 2007

BAMBOCCIONI E PIAGNONI?

 

E va bene! Forse TPS non doveva fare questa battuta, forse Giovanna Melandri ha ragione a rivendicare alcune prime vere iniziative a favore dei giovani  da parte di questo governo, ma a me pare che ci sia un risentimento eccessivo, che mette in luce altre piaghe nascoste.
Questi giovani che non hanno mutui e "credito", ma solo  innumerevoli contratti precari a vita, non hanno davvero alcuna scelta?
Se, come dicevo ieri, i giovani calabresi scendono in piazza contro le mafie o si incazzano al seguito del Grillo pifferaio, potranno pure organizzare movimenti e "fare casino" (come suggerisce D'Alema)  anche per sottrarsi alla gabbia familiare, oppure  no?
Mi sembra che l'orizzonte dei desideri sia tremendamente piatto e "corto", come se tutti aspirassero di nuovo al posto fisso e basta. Soltanto 10 anni fa  c'era un altro mondo: e la voglia del tempo indeterminato non era poi così alta, anzi! Ad un certo punto tutti i giovani sembravano dover diventare imprenditori di se stessi, perfino o ancor di più nel vecchio Sud.  Si trattava di una moda o di mera propaganda politica? Questa spinta all'imprenditorialità giovanile è finita per sempre? O si può anche studiare il modo di farla tornare in auge? Magari con misure che non appaiano subito carezzevoli protezioni per il posto fisso o l'immobilità  a vita!
Qualche bamboccione per scelta c'è davvero, credetemi. Altrimenti non ci sarebbero anche quelli, eccezione alla regola, che - novelli emigranti - partono per l'estero  per far ricerca e per farsi valere.
Di contro: c'è o non c'è una maggioranza di bamboccioni -  fino ed oltre i 40 - che preferisce italicamente attendere garanzie para-sindacali, favori e raccomandazioni, e che magari protesta vibratamente contro le caste, che però  simultaneamente vezzeggia e  "rispetta" nelle anticamere della cattiva politica?  Che, ad esempio,  ama pensare che il merito (e la fatica e lo studio) non valgano  nulla e  che  quindi occorra aspettare il favore, il miracolo e la grazia ricevuta? 
Sarà lo spaesamento e lo spiazzamento dei giovani - e non solo il  loro !  -  nella società globale di questo XXI secolo, ma certo non è la politica, neanche quella buona, a poter risolvere davvero il problema di "uscire di casa",  o  dare la spinta per  affrontare e vincere le sfide  ripetute che la situazione "liquida" dei nostri tempi pone davanti  a tutti.
Insomma, credo che una nuova politica seria non prepari solo società di diritti ma immagini che il mondo debba essere cambiato a vantaggio di tutti, nel rispetto del merito e nella sollecitudine verso  tutti i bisogni (elementari e no)! Ma la politica buona propone valori e annuncia fatiche, non  si limita a infondere fiducie pan-sindacali. Un po' di immaginazione al potere torna ad essere utile, altrimenti che noia! Allora, bamboccioni o meno, datevi una mossa e non state lì a piangervi addosso.......

Uno del '68 che fa 56  anni il 14 Ottobre. Auguri a me e al PD.




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4 ottobre 2007

Ammazzateci tutti....

 Sto guardando AnnoZero  sulla Magistratura in Calabria. Mi colpisce e mi emoziona (capita così raramente, ormai!) questa bella ragazza calabrese Rosanna Scopelliti, figlia del "giudice solo" ucciso dall'andrangheta per aver fatto il maxi-processo alla mafia. E' tornata in Calabria dopo la morte di Fortugno, perchè è sorto il movimento dei giovani di AMMAZZATECITUTTI.ORG, perchè adesso bisogna difendere De Magistris dal trasferimento, perchè bisogna rovesciare il penoso "stato delle cose" esistenti...
 Confesso di nutrire una seria e informata disperazione (anche sul campo, ahimè!) verso l'ipotesi di una  riscossa economica e sociale  della Calabria, ma forse non faccio i conti con la rabbia  matura di questi giovani.



Continua a non piacermi lo stile Saint Just - Travaglio,  perchè taglia la fantasia del "costruire" e organizza soltanto gogne mediatiche (che pure van fatte!). Bisogna avere e MANTENERE il coraggio di opporre alle mafie una lotta quotidiana tessuta di promesse mantenute e riforme  efficaci!








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28 settembre 2007

Dalle liste alle primarie, ma guardando più in là...

 

Questa foto Reuters dalla Birmania in rivolta diventerà famosa come quella di Robert Capa dalla guerra civile spagnola? Lì c'era il senso  eroico  della  resistenza armata, questa è un'attualissima immagine dell'infamia  moderna: non solo hanno sparato sui monaci e gli studenti, ma hanno mirato ad un giornalista giapponese già a terra.
Vedrete che questa foto farà molto di più delle magliette rosse in piazza per solidarietà alla Birmania. Contribuirà a seppellire i militari, ne sono sicuro! I media non scherzano affatto, come abbiamo già visto dal Vietnam all'Iraq!

Andiamo avanti!  Stasera  si presentano a Bari  le
liste  dei riformisti per Veltroni, le nazionali e quelle dei vari collegi regionali.
Il mio silenzio nei giorni della incubazione e della  presentazione DI TUTTE LE LISTE consideratelo un po'  un rassegnato e omertoso inchino alle regole della   "politica"... Dobbiamo starci!
Non si possono fare le primarie delle primarie! Ci vuole l'ordinaria vita di partito: cioè proprio ciò che manca e che bisogna pazientemente RICOSTRUIRE... Se ci sono troppi arnesi del passato nelle fila del nuovo PD,  o nomenclature  troppo scontate, ciò non vuol dire che la creatura debba essere  liquidata per mere  ragioni eugenetiche.  Semplicemente, non dovremmo toccare più l'embrione e procurarci, se mai, nel futuro prossimo, robusti innesti vitali dalle correnti e dalle linfe della nostra società  più "fresca" e/o più "saggia"!
Non credo che finora ci siamo riusciti: vedo troppi trentenni ed anche 40enni incazzati per l'occasione sprecata, ma mi chiedo se ci poteva mai essere una modalità diversa da quella che è stata praticata.
E' difficile che i giovani scelgano salotti politici con le facce di sempre, ma da qualche parte si deve pure cominciare..Anch'io ho tanti mal di pancia tra tanti ex DC ed ex PSI, eppure ci sono (con qualche strabismo sui "movimenti"),




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23 settembre 2007

Caste e cast

Ha totalmente ragione Ilvo Diamanti oggi  su Repubblica.
E' lo stesso concetto espresso da Prodi su società e classe politica, qualche giorno fa. Bisogna sapere che i politici, questi "politici", sono mediamente un riflesso dei vizi italici.
La corsa di ieri alla formazione delle liste  per le Primarie  ha  confermato, ove ce ne fosse stato bisogno,  l'immarcescibilità e l'attaccamento alle "poltrone" (perfino quelle simboliche di un'assemblea costituente) di tutti coloro che hanno abbondantemente fruito dei vecchi "marchi".
E figurarsi: stare fuori e dare spazio a professionisti e cittadini "normali" manco a parlarne; dovevamo piazzare tutte le nomenclature precedenti: dai parlamentari ai consiglieri comunali, dai direttori delle ASL agli ex sindaci.....
Del resto se uno ha vissuto sempre di politica, difende con accanimento la propria sopravvivenza "in politica": che altro saprebbe fare?
Il PD, all'alba del 15 Ottobre, dovrebbe COMUNQUE  organizzare un forte pre-pensionamento dei "vecchi" quadri: è l'unica speranza che  qualche trombone si faccia da parte. NATURALMENTE NON CREDO CHE CIO' VALGA PER TUTTI I VECCHI  ELETTI, PER TUTTI GLI EX PARLAMENTARI, ECC..
Ma ancora una volta non c'è moderazione, va bene D'Alema,... ma siamo sicuri che tutti i 13 parlamentari pugliesi dell'Ulivo  meritino pari attenzione?
 




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